"ULIVOLIO" Associazione di Promozione Sociale

Tuteliamo e preserviamo in tutta italia la coltivazione dell' ulivo

C’era una volta l’Ulivo…. La storia dell’ulivo è profondamente legata a quella dell’umanità. Comparso per la prima volta probabilmente nell’Asia occidentale circa 6.000 anni fa, si diffuse in tutta l’area mediterranea, dove fu considerato un simbolo trascendente di spiritualità e sacralità. Sinonimo di fertilità e rinascita, di resistenza alle ingiurie del tempo e delle guerre, simbolo di pace e vita, l’ulivo rappresentava nella mitologia, come nella religione, un elemento naturale di forza e di purificazione. Una la leggenda attribuisce ad Atena il merito di aver donato questa pianta agli abitanti dell’Attica i quali, a loro volta, gratificarono la dea assumendo l’ulivo come sacro simbolo della stessa divinità e della città ad essa dedicata. Si narra di punizioni esemplari, la morte o l’esilio, a chi avesse osato tagliare il sacro albero. Alcuni storici affermano che l’albero di ulivo sia arrivato in Italia intorno al 580 a.C . Una volta in Italia, si diffuse rapidamente dal Sud al Nord, dalla Calabria alla Liguria. I Romani diffusero la coltivazione di questa pianta in tutti i territori occupati e l’olio finì per assumere un ruolo sempre più sostanziale nell’economia generale dell’Impero, tanto che la sua produzione e vendita furono sottoposte al controllo diretto dello stato. Dopo la caduta dell’Impero Romano, la coltivazione degli ulivi subisce una drammatica crisi ed è soltanto dopo l’anno 1000 che assistiamo alla ripresa della sua produzione grazie alle ricche donazioni di uliveti fatte alla Chiesa da Longobardi, Normanni, Svevi e Angioini. In un pur breve excursus storico non possiamo dimenticare che la cultura dell’ulivi è giunta sino a noi, attraverso il Medioevo, per opera di alcuni ordini religiosi. Non si videro forse mai tanti oliveti e vigne come dal Mille al Quattrocento, gli anni d’oro dei monaci Benedettini e Cistercensi, che, devoti al credo della preghiera e del lavoro, persuadevano contadini ed operai agricoli a non abbandonare le terre ma a dedicarsi a colture redditizie quali l' ulivo

… e oggi?

Oggi, l’olio extra vergine di oliva viene prodotto in tutte le regioni d’Italia eccetto Piemonte e valle D’Aosta. I produttori leader sono la Liguria, Toscana , Umbria e Puglia. In quest’ultima vi sono 1/3 di tutti gli alberi di ulivo presenti in Italia e qui vi è Bitonto, nota come la “ città degli ulivi”. Ma gli Ulivi italiani stanno via via scomparendo, a causa degli alti costi di mantenimento e messa in produzione degli uliveti. Per questi motivi, molti produttori agricoli abbandonano i loro uliveti e la quantità di olio oggi prodotta in Italia non riesce a soddisfare la domanda interna cosi bisogna ricorrere all’importazione di olio da Paesi limitrofi (soprattutto Spagna e Grecia) o Extra UE dove la coltivazione viene effettuata in modo estensivo dando vita a un prodotto di scarsa qualità e a volte dannoso per la salute.

Cosa significa sostenere l’ associazione Ulivolio?

Significa contribuire alla salvaguardia degli ulivi italiani e a favorire il mantenimento in vita delle piccole aziende olivicole presenti nel territorio nazionale; Significa salvaguardare e rilanciare la coltura dell’olivo in una realtà produttiva particolarmente dura; Significa tutelare il territorio rurale, promuovere e sostenere il recupero di uliveti in stato di abbandono a fini agronomici, naturalistici, paesaggistici o ambientali; Significa promuovere e sostenere il recupero e l’impianto delle diverse varietà olivicole; Significa sostenere e valorizzare la coltivazione olivicola italiana dei soci, garantendo la qualità e la genuinità dei prodotti.

Quali sono gli scopi dell’associazione ?

-Salvaguardare, tutelare e valorizzare il territorio e il patrimonio olivicolo italiano; -Sostenere e valorizzare la coltivazione olivicola italiana dei soci; -Diffondere la conoscenza e l’apprezzamento presso i consumatori; -Promuovere e sostenere il recupero di uliveti in stato di abbandono; -Sostenere la conservazione e la manutenzione delle modalità di impianto e coltivazione delle piante di ulivo; -Promuovere e sostenere il recupero e l’impianto delle diverse varietà agronomiche olivicole; -Divulgare obiettivi e risultati attraverso la stampe e pubblicazioni; -Creare e coordinare lo sviluppo di corsi specifici di specializzazione del settore olivicolo; -Aprire sportelli informativi a carattere agronomico olivicolo;

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